My blog

YEAR:      MONTH:   
LUCA VILLA  published: 21-12-2017

ITALIA, STATO AD ECONOMIA COMUNISTA

L´Italia è sempre stata all´avanguardia su tanti argomenti, primo fra tutti il sistema politico ed economico, politico poichè siamo in un sistema tripolare proporzionale (pochi come noi) ed economico perchè siamo attualmente in un regime economico di tipo COMUNISTA, anche in questo caso siamo unici.
In realtà sarebbe da dire che l´Italia è un paese ´basato sulle tasse di chi per forza di cose non può evaderle´
Prima di farvi capire questo mio ragionamento (Italia economia comunista) vediamo di eseguire delle premesse
analizzando con dei numeri la situazione attuale.
Siamo 60 milioni di persone di cui che lavorano 22,7 milioni (poco più di un terzo della popolazione).
5 milioni di lavoratori autonomi (partita iva, professionisti, commercianti, artigiani) gli altri sono dipendenti di cui 14,8
a tempo indeterminato mentre 2,4 sono precari (a tempo determinato)
Poi ci sono i pensionati che sono 16,3 milioni che in totale godono di 21 milioni di pensioni erogate (alcuni percepiscono 2 o più pensioni).
Quindi la prima semplice equazione è che 1 lavoratore eroga con il suo lavoro 1 pensione in rapporto diretto 1 a 1.
Le tasse: attualmente la percentuale di tasse pagate in totale (imprese, lavoro, indirette) è circa il 68% del totale.
In passato siamo arrivati anche al 75% del totale.
In Italia la maggior parte delle tasse sono sul lavoro (e quindi il costo del lavoro è altissimo).
Come e da chi vengono pagate le tasse? Da tutti i lavoratori. Se sei un dipendente e guadagni 1.500 euro al mese
lo stesso pagherà 900 euro di tasse mentre il datore di lavoro pagherà altri 800 euro e rotti di tasse.
In totale quasi 3300 euro in totale.
Se sei un professionista a partita iva su 100 euro di compenso devi detrarre quasi il 33% e rotti di contributi inps e l´irpef in
proporzione al guadagno totale annuale in scaglioni, se si supera lo scaglione dei 28 mila euro l´anno si pagano il 38% di tasse.
In totale la tassazione sui liberi professionisti in media è attorno al 60%.
Di fatto (escluso alcuni staterelli piccoli e sperduti nel mondo) le tasse in Italia sono LE PIU´ ALTE AL MONDO.
Essendo le tasse sul lavoro le più alte al mondo ed il sistema fiscale creato in modo che ogni lavoratore non possa guadagnare
più di 1400 euro netti al mese (x 14) e divenendo difficilissimo fare impresa, siamo diventati non più uno stato liberista capitalista
ma uno stato marxista capitalista dove il surplus derivato dal lavoro non è possibile metterlo nel gioco economico di libero
mercato e scambio ma viene incamerato dallo stato.
Questa situazione unica al mondo ha generato e sta generando diverse storture che vi descriverò qui sotto.

1) quando il livello di tassazione ha superato il 70% in Italia si sono verificate le condizioni della curva di Laffer,
cioè a maggior tassazione minore introiti. A questo proposito guardate questo link Curva_di_Laffer
Anche in questo caso siamo stati all´ avanguardia nel mondo, abbiamo avvallato le teorie di Laffer e quando se ne sono
accorti hanno subito portato il livello appena sotto la soglia critica del 70%.......il primo ed unico stato al mondo..grandi!!
2) Abbassamento ed appiattimento degli stipendi (come in tutti i paesi comunisti, tutti guadagnano uguale e pochissimo).
   Questo fattore ha generato altre storture che sono: povertà, diminuzione delle nascite, disoccupazione ed
   emigrazione specialmente giovanile e fuga dei cervelli (come succede in tutti i paesi comunisti, tutti vogliono scappare).
   Non è possibile che sono ingegnere aviostellaregalattico con magari altre lauree e guadagno poco più di 100 euro al mese di un operaio.......
3) Aumento dello sfruttamento dei lavoratori. I pochi occupati vengono sfruttati al massimo visto che costano tanto. Per diminuire i costi
   non vengono dati benefit e non vengono pagati straordinari o vengono attuate politiche di sfruttamento.
4) Diminuzione della redditività del lavoro. Se il lavoratore guadagna poco non si sente realizzato e non è stimolato a lavorare.
5) Aumento della disoccupazione. Essendo il costo della manodopera altissimo causa alto costo del lavoro le imprese non assumono.
6) Bassa competitività delle imprese che sono vessate dal costo del lavoro.


La situazione della nostra nazione è devoluta in peggio mentre altre nazioni attorno a noi la situazione è migliorata (Germania).

Di chi è la colpa?
Nostra. Della nostra mentalità di come siamo. Noi italiani siamo individualisti ed egoisti, non ci piace guardare in prospettiva
a lungo termine, siamo indisciplinati, siamo paurosi, crediamo sempre che la nostra grande adattabilità ci salverà sempre ma non ci siamo
accorti che con la globalizzazione il nostro modello di pensiero è vincente solamente dove è possibile far emergere la nostra individualità
ma è perdente a livello economico e sociale.
Ripeto non tutti gli italiani hanno le caratteristiche sopra descritte ma una grande parte, ed hanno trascinato anche gli altri in questa
merda di situazione attuale.
I nostri politici fin dagli anni 70 hanno rappresentato questa nostra mentalità e con gli anni a venire la situazione non ha fatto altro che
peggiorare con le loro scelte nefaste ci hanno ormai condannato.

Come rimediare?
Difficilissimo farlo. Si dovrebbe abbassare il livello delle tasse applicando una politica come quella di Reagan negli anni 80.
Per effettuare questa cosa però a livello politico si deve avere stabilità ed adesso quasta cosa non esiste.
Si dovrebbe avere un soggetto politico non legato così a doppio filo a industrie e manager (come ad esempio lo sono Renzi e Marchionne) una classe politica nuova capace di azzardare (evitando chiaramente personaggi come Monti ´the butcher´ e la Fornero)
per poter darci un futuro senza vergognarci tutti i giorni di vivere Italia.

 

LUCA VILLA  published: 20-09-2017

NON SI TROVANO PROGRAMMATORI....I GIOVANI NON HANNO VOGLIA DI LAVORARE

Oggi un amico mi ha mandato un link ad un´inchiesta del 2014 sugli schiavo del nuovo millennio ossia i lavoratori ITALIANI del settore HIGHT TECH.
Il link è il seguente: 
http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/06/19/news/proletari-digitali-1.170193
e descrive la condizione dei lavoratori del settore terziario 3 anni addietro. Ho preso spunto da questo articolo per fare un punto della situazione dopo 3 anni dopo e con l´introduzione del JOBS ACT. 
Avevo già scritto un´anteprima della situazione attuale nel mio articolo http://www.lucavilla.it/BlogSingleArticle.aspx?ID=21 dove si descrivevano gli effetti nefasti del jobs act sul mercato del lavoro high tech ma adesso, settembre 2017 come si è evoluta la situazione?
Ebbene la situazione si è evoluta in questo modo: negli ultimi due anni tutti i lavoratori altamente qualificati oppure la maggior parte dei laureati nei settori high tech sono scappati, emigrati oppure stanno cercando alternative ed in molti casi non li vedo molto disponibili alla proattività oppure alla produttività aziendale.
Un impulso a questo fuggi fuggi è stato dato dal jobs act, alcune persone pigre e titubanti con la perdita delle tutele si è vista costretta ad andare all´estero dove gli stipendi nel settore sono ancora elevati.
Perchè è successo questo? Semplice sono venute meno le condizioni di benefits che potevano ritenere attrattivo lavoro high tech.
Diciamo che essendo un lavoro senza orari, senza prospettive, sottopagato ha fatto si che le immatricolazioni all´università negli ultimi anni (in informatica) siano crollate a picco -21%. (http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2016/01/14/news/la_grande_fuga_dall_universita_-130049854/). Le donne non si iscrivono più (con la famiglia hai bisogno di certezze e quindi orari tutele e stipendio sicuro), gli uomini hanno capito che potrebbero essere più appetibili con un diploma piuttosto che con una laurea visto i stipendi da fame nel settore non conviene investire più di tanto nello studio.
Gli informatici di un certo livello che conosco sono al 50% emigrati all´estero negli ultimi 8 anni, gli altri sono rimasti in Italia ma se alcuni di loro sono riusciti a cambiare lavoro gli altri (i più fortunati) stanno cercando di cambiarlo oppure di costruirsi alternative, nessuno di loro è disposto ad andare in consulenza presso cliente.
Perchè il settore informatico si è così deteriorato (o meglio farei a dire SPUTTANATO) ?
E´ presto detto. Il settore è malato da tempo. Da anni il settore è in mano a ditte di consulenza che non hanno niente di umano con i dipendenti. Con l´avvento del jobs act e quindi la deregulation selvaggia più totale sono rimaste sul mercato solo le società di consulenza dotate di totale assenza di scrupoli nei confronti delle persone che non sono più persone ma schiavi/lavoratori.
Un altro fattore è il fatto che la spesa per IT è vista in Italia come spesa e non come investimento. Quindi in una situazione in cui si cerca di ridurre al minimo le spese non si investe più in tecnologia e di conseguenza i soldi ad investimento per i progetti sono sempre più risicati, quindi si risparmia sul costo della manodopera.
Risultato: Italia ultimo paese in Europa per uso e sviluppo di tecnologie, ultimo paese europeo per stipendi nel settore high tech (in questo caso superati persino da Grecia e Portogallo).
A questo punto qualcuno polemico potrebbe obiettare che io sono un pessimista, bugiardo, che tutto è soggettivo ecc....è per questo motivo che vi voglio dimostrare che non scrivo falsità o fandomie:

  

Questo è il mercato del lavoro attualmente al NORD ITALIA INDUSTRIALIZZATO per gli sviluppatori software laureati, piuttosto dotati e con esperienza di anni su varie tecnologie, 1.150 euro al mese con contratto a tempo determinato.

Alcuni miei amici che fanno gli operai, terza media, nessuna conoscenza linguistica, trentenni guadagnano da 1.300 a 1.400 al mese con contratto a tempo indeterminato.

E qualcuno di cui non voglio fare il nome ma che ha la carica di ministro ha il coraggio di dire che ´LA COLPA E´ DEI GIOVANI CHE NON HANNO VOGLIA DI LAVORARE´.....................

Lascio a voi lettori ogni commento............

 

11-12-2017 02:36:27 Giovanni say:

Che tristezza.......