My blog

YEAR:      MONTH:   
LUCA VILLA  published: 20-09-2017

NON SI TROVANO PROGRAMMATORI....I GIOVANI NON HANNO VOGLIA DI LAVORARE

Oggi un amico mi ha mandato un link ad un´inchiesta del 2014 sugli schiavo del nuovo millennio ossia i lavoratori ITALIANI del settore HIGHT TECH.
Il link è il seguente: 
http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/06/19/news/proletari-digitali-1.170193
e descrive la condizione dei lavoratori del settore terziario 3 anni addietro. Ho preso spunto da questo articolo per fare un punto della situazione dopo 3 anni dopo e con l´introduzione del JOBS ACT. 
Avevo già scritto un´anteprima della situazione attuale nel mio articolo http://www.lucavilla.it/BlogSingleArticle.aspx?ID=21 dove si descrivevano gli effetti nefasti del jobs act sul mercato del lavoro high tech ma adesso, settembre 2017 come si è evoluta la situazione?
Ebbene la situazione si è evoluta in questo modo: negli ultimi due anni tutti i lavoratori altamente qualificati oppure la maggior parte dei laureati nei settori high tech sono scappati, emigrati oppure stanno cercando alternative ed in molti casi non li vedo molto disponibili alla proattività oppure alla produttività aziendale.
Un impulso a questo fuggi fuggi è stato dato dal jobs act, alcune persone pigre e titubanti con la perdita delle tutele si è vista costretta ad andare all´estero dove gli stipendi nel settore sono ancora elevati.
Perchè è successo questo? Semplice sono venute meno le condizioni di benefits che potevano ritenere attrattivo lavoro high tech.
Diciamo che essendo un lavoro senza orari, senza prospettive, sottopagato ha fatto si che le immatricolazioni all´università negli ultimi anni (in informatica) siano crollate a picco -21%. (http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2016/01/14/news/la_grande_fuga_dall_universita_-130049854/). Le donne non si iscrivono più (con la famiglia hai bisogno di certezze e quindi orari tutele e stipendio sicuro), gli uomini hanno capito che potrebbero essere più appetibili con un diploma piuttosto che con una laurea visto i stipendi da fame nel settore non conviene investire più di tanto nello studio.
Gli informatici di un certo livello che conosco sono al 50% emigrati all´estero negli ultimi 8 anni, gli altri sono rimasti in Italia ma se alcuni di loro sono riusciti a cambiare lavoro gli altri (i più fortunati) stanno cercando di cambiarlo oppure di costruirsi alternative, nessuno di loro è disposto ad andare in consulenza presso cliente.
Perchè il settore informatico si è così deteriorato (o meglio farei a dire SPUTTANATO) ?
E´ presto detto. Il settore è malato da tempo. Da anni il settore è in mano a ditte di consulenza che non hanno niente di umano con i dipendenti. Con l´avvento del jobs act e quindi la deregulation selvaggia più totale sono rimaste sul mercato solo le società di consulenza dotate di totale assenza di scrupoli nei confronti delle persone che non sono più persone ma schiavi/lavoratori.
Un altro fattore è il fatto che la spesa per IT è vista in Italia come spesa e non come investimento. Quindi in una situazione in cui si cerca di ridurre al minimo le spese non si investe più in tecnologia e di conseguenza i soldi ad investimento per i progetti sono sempre più risicati, quindi si risparmia sul costo della manodopera.
Risultato: Italia ultimo paese in Europa per uso e sviluppo di tecnologie, ultimo paese europeo per stipendi nel settore high tech (in questo caso superati persino da Grecia e Portogallo).
A questo punto qualcuno polemico potrebbe obiettare che io sono un pessimista, bugiardo, che tutto è soggettivo ecc....è per questo motivo che vi voglio dimostrare che non scrivo falsità o fandomie:

  

Questo è il mercato del lavoro attualmente al NORD ITALIA INDUSTRIALIZZATO per gli sviluppatori software laureati, piuttosto dotati e con esperienza di anni su varie tecnologie, 1.150 euro al mese con contratto a tempo determinato.

Alcuni miei amici che fanno gli operai, terza media, nessuna conoscenza linguistica, trentenni guadagnano da 1.300 a 1.400 al mese con contratto a tempo indeterminato.

E qualcuno di cui non voglio fare il nome ma che ha la carica di ministro ha il coraggio di dire che ´LA COLPA E´ DEI GIOVANI CHE NON HANNO VOGLIA DI LAVORARE´.....................

Lascio a voi lettori ogni commento............

 

LUCA VILLA  published: 24-07-2017

TRIATHLON SPRINT CERNOBBIO 2017

Son passati ormai piu di due anni esatti dal mio ultimo triathlon, olimpico di Sirmione 2015 ed eccomi qui a Cernobbio a provare a vedere se riesco per lo meno a finire uno sprint.
La mia preparazione in verità è un po´ sommaria specialmente nella corsa dove mesi di fascite e tallonite son passati ma hanno lasciato il mio piede sinistro abbastanza martoriato ed incline al dolore con il minimo sforzo oltre l´essenziale, quindi allenamento corsa con massimo 6 km totali, allenamento bici al minimo, allenamento nuoto invece buono ma tanta piscina e pochissimo acque libere. Aggiungiamo che ho fatto solo un allenamento combinato da inizio preparazione da febbraio ad ora........sarà un cinema,
diciamo che questa prova sarà un test, obiettivo.......finire.
Arrivo da Chivasso a Cernobbio alle 10.30 e la temperatura è già bollente, 29.5 gradi.....oggi sarà dura, soffrendo di sbalzi di pressione speriamo di non star male.
Scarico la bici e mi accorgo subito che la mia ´Carolina´ è la bici più vetusta di tutte quelle che partecipano...ma la cosa non mi preoccupa più di tanto, son le gambe che contano, mentre vedo che c´è tutto uno sfoggio di stupende bici al carbonio e mute colorate vedo da lontano il mio vecchio amico di triathlon Romeo con la moglie Barbara. 
 


Vecchio perchè anche lui come me è inserito nella categoria M3, età dai 50 ai 55 anni.....sob mi sento vecchio....anche lui esercita la mia stessa professione, anche lui ha avuto molti problemi fisici negli ultimi anni che gli hanno proibito di essere al 100% della forma nel suo sport preferito, anche lui è una persona solare, per questo siamo amici.
Abbraccioni, erano due anni che non ci vedevamo. Ci avviamo per prendere i pacchi gara e finalmente incrocio il mio compagno di triathlon Simone. Ci siamo visti il giorno prima ad un battesimo della figlia di un´ amica comune ed oggi siamo qui a fare questo sprint. Simone è in forma smagliante ha già partecipato a vari triathlon quest´anno anche sulla media distanza e si sta allenando per fare un ironman. 
 


Portiamo la bici in zona cambio con poca solerzia poichè nel frattempo ammiriamo la cornice del lago di Como e delle colline circostanti, una gran bella location per una gara come questa.
Testiamo l´acqua e per me era caldissima oltre che......sporchissima. La muta è facoltativa e tutti la indossano ma io da vero old style triathlon man decido di indossare solo i pantaloncini in neoprene. Alla fine saremo solo io ed un altro attempato atleta a eseguire questa scelta. L´acqua del lago di Como in quella zona è abbastanza torbida scura e quest´anno piena di alghe. C´è un leggero vento che crea quelle ondine abbastanza fastidiose ma alla fine.......cosa vuoi che sia una leggera ondina per uno come me che ha nuotato dappertutto, dal naviglio milanese all´idroscalo, nel fiume po, nel mare con onde belle alte stile surf.....
Ci chiamano, entro in acqua per ultimo e non faccio a tempo a posizionarmi che sento lo sparo di avvio....andiamo male sono partito ultimissimo tutto il gruppo avanti a me di 20 metri e questa è una conseguenza della mancata abitudine a fare le gare. Fino alla prima boa riesco a tenere il ritmo ma al giro della seconda boa a 400 metri dalla zona arrivo perdo terreno ed innesto la mia marcia a ritmo, che però è basso, esco dall´ acqua abbastanza fresco e questo mi fa capire che il tempo è sicuramente alto, dietro di me non proprio tanta gente. Ok l´orologio mi ero dimenticato di farlo partire quindi non ho rilievo del tempo, prendiamo la bici e vediamo come va. 
 
  

Parto e le sensazioni sono piuttosto buone, ma non ho nessuno a cui agganciarmi e purtroppo sarà cosi per tutta la gara. Tengo il mio ritmo ma un guasto al computerino della bici non mi dà riferimenti ne di velocità ne di tempo. Dovrò andare a sensazioni .....fisiche. Il percorso è carino sono tre giri con due tornanti, non è particolarmente tecnico con pezzi di falsopiani e ritorno leggera discesa, mi trovo bene in questi tipi di percorsi ed i primi due giri vanno via bene, il terzo giro poi negli ultimi tre km decido di rallentare, non voglio arrivare senza energie nella corsa. 
 


Lascio la bici e cambio facendo molta fatica ad indossare le scarpe, parto e.....incespico, appoggio malissimo il piede, storta galattica e caduta....rotolo in avanti e mi rialzo.....voilà! Perfino un giudice di gara mi guarda stupito del gesto....il piede però mi duole, peraltro è il piede sinistro quello che mi ha causato problemi in passato. Ma la concentrazione è massima ed il tifo delle molte persone accorse in zona cambio è ai massimi livelli,
è la prima volta in Italia che vedo cosi tanto pubblico. Abbastanza esaltato e carico di adrenalina corricchio per il primo kilometro



ma sono molto affaticato, 35 gradi sotto il sole sono pesanti da sopportare e adesso......che succede? La strada va in salita e non ho più energie.....non mi posso fermare ora....e invece si ....il pezzo in salita l´ho camminato veloce e mi è servito per riprendermi e per correre (lentissimo) il pezzo in pianura fino al giro di boa della corsa. 
Ora inizia la discesa corricchio poichè sto sudando tantissimo e sento la gola arsa dalla sete, mi sforzo di testa di resistere al terzo chilometro c´è il ristoro, arrivo al ristoro più morto che vivo e quei 50 metri camminati mi aiutano e riprendere fiato, vedo la mia amica Marta dall´altro lato della strada che sta correndo fortissimo e supera un sacco di concorrenti, se va cosi probabilmente riesce anche a raggiungermi. Proseguo ma mi gira la testa, non sto benissimo mi sento sempre svuotatissimo e senza forze e cosi arrivo al muretto di salita che mi anticipa ormai l´ultimo kilometro. Anche quello lo cammino, corricchio fino al giro di boa per ridiscendere il muretto che mi porta alla discesina finale degli ultimi 700 metri ed è li che mi passa Marta, mi vede scoppiatissimo e mi incita fortemente a proseguire spingendomi anche sulla schiena, lei sta correndo al doppio della mia velocità ma è bastata questa spinta morale, ho raccolto le ultime forze e ho corso al meglio come potevo la discesina ed è qui che Simone, che ha finito la sua prova svariati minuti addietro mi si affianca con la campanella Svizzera e corre con me urlando incitamenti accompagnandomi fino al traguardo.....vi posso assicurare che gli ultimi 500 metri ho corso solo grazie all´ adrenalina degli incitamenti di Simone......
 


Sfinito mi butto a terra per respirare.......grandissima fatica, grandissimo caldo, grande sofferenza,tempo peggiore mai fatto....ma sono riuscito a finire.

 

E nonostante tutto sono meno affaticato rispetto ai triathlon fatti in passato e questa cosa la devo ancora capire. 
Conclusioni su di me: sicuramente mi devo allenare di più facendo molti allenamenti combinati. 
Conclusioni sul triathlon: ormai il tempo del pionierismo è finito ed il tasso tecnico è aumentato tantissimo come pure l´attrezzatura rispetto agli anni passati.
Anche l´organizzazione è notevolmente migliorata e le persone che si sono avvicinate a questo sport sono diventate numerose e tutti questi fattori sono molto positivi.
Ho anche il sospetto che il tutto si stia trasformando in un business.
Anche io però dovrei adeguarmi perchè in realtà sono rimasto sempre quello di 10 anni fa, che si butta a fare i triathlon nonostante l´età un po´ così, solo per spirito di divertimento, per cercare di toccare i miei limiti, per avere un´occasione di stare in compagnia con gli amici.

Un ringraziamento a Simone, Signe e Marta.

Prossimo triathlon: ottobre, triathlon di Torino, gioco in casa con temperature sicuramente a me più congeniali.