MONDO DEL LAVORO IN ITALIA NEL 2021, SIAMO ALL´ANNO 0


 


Prendo spunto dal fatto che sono stato contattato dal responsabile tecnico di una software house indiana per un´offerta di lavoro da remoto come sviluppatore software per la sua software house sita in INDIA, per fare il punto della situazione sul mondo del lavoro in Italia adesso nel 2021, momento in cui pian piano stiamo uscendo dall´ emergenza della pandemia.
Per semplicità chiamerò il mio nuovo amico indiano con cui ho passato un´ora abbondante al telefono IM (Indian man).  
IM al contrario di altri indiani che ho conosciuto in passato ha un inglese privo di inflessioni visto che è vissuto tanti anni a Londra e attualmente fa la spola tra Londra e la Germania, questo ha fatto si che abbiamo potuto conversare nelle migliori condizioni senza ripeterci ogni minuto ´Excuse me, can you repeat please?´.
IM mi ha raccontato che sta reclutando programmatori software europei a basso costo da assumere in Germania ma che lavorando in full remote possono starsene a casa loro senza problemi. Sta contattando principalmente italiani poichè conosce la nostra ottima preparazione e il fatto che i nostri stipendi netti sono i più bassi d´Europa (gli indiani non hanno problemi a parlare schiettamente).
Sta reclutando europei perchè purtroppo in India la situazione è drammatica, parte del suo personale è deceduta o malata e per portare avanti il lavoro sta.....delocalizzando.
Ecco, siamo nel 2021 e mentre fino a qualche anno addietro le software house delocalizzavano in India per risparmiare sul costo della manodopera adesso è il contrario.
Constatato IM una persona molto disponibile ho chiesto quanto percepisce uno sviluppatore indiano in India, siamo dagli 800 ai 950  euro al mese netti per uno sviluppatore full stack con esperienza (la mia figura professionale)
con benefit fino al 35% dello stipendio se lavora da remoto.........no scusa.......se accetta di essere in full remote gli danno fino al 35% di stipendio in più!!???
Si, tutto vero quindi un programmatore indiano con la mia figura professionale in full remote potrebbe guadagnare 
fino a 1200 euro netti al mese. 
Questo perchè il programmatore full remote non grava con spese fisse e benefit sull´azienda.
Costo della vita? circa il 240% in meno rispetto all´Italia (se non ho capito male, tenendo come riferimento Bangalore
dove è ubicata la sede della software house indiana) quindi diciamo che se volessi calcolare lo stipendio indiano rispetto a quello italiano dovrei moltiplicare 1200 x 2,4.....ottimo (per loro chiaramente).
Il capitolo stipendi dei softwaristi italiani purtroppo è un argomento negativo che conosco molto bene.
I numeri parlano chiaro, i laureati tecnici in Italia guadagnano in media il 6% in meno rispetto alla media dello stipendio nazionale, con punte del 20% meno in alcune regioni (dove vivo io in Piemonte 11% meno) e dopo 8 anni dalla laurea la maggior parte di loro è precario.
Secondo un´altra statistica invece Milano è incoronata come la città peggiore al mondo dove svolgere la professione
di programmatore software considerando il differenziale stipendio/costo della vita. Alla fine dell´anno tra i soldi dello stipendio ed i soldi spesi per vivere praticamente la differenza è di -274 dollari.
Io che ho lavorato 30 anni a Milano ed ora che lavoro a Torino vi posso assicurare che Milano è la città migliore
in Italia per svolgere la professione di programmatore, sotto tutti i punti di vista.
 
Ricapitoliamo: 2021 anno in cui gli indiani arrivano in Europa e delocalizzano la parte tecnico/qualitativa
del lavoro in Italia forti del basso costo della nostra manodopera, dell´ottima qualificazione e delle attuali devastanti condizioni di lavoro degli informatici nella nostra madrepatria.
Quindi 2021 anno 0 del lavoro in Italia che sancisce questo paese come un paese DEL TERZO MONDO 
scavalcando l´India....:(((......grazie globalizzazione....... certamente la pandemia ha accelerato la tendenza, sta di fatto l´anno 0 del lavoro in Italia è da considerarsi il 2021.
Indizi però ce ne erano stati in questi ultimi due mesi che indicano la situazione lavoro disperata ed assurda.
Aumento del 35% di incidenti mortali sul lavoro rispetto al 2020, aumento della percentuale di figure tecniche professionali introvabili, aumento dei suicidi a seguito fallimenti, aumento della povertà e del numero di poveri..... è tutto peggiorato, l´unica nota positiva è che i medici ed infermieri per trovare lavoro, chiaramente precario non sono più costretti ad emigrare all´estero, inoltre con il blocco dei licenziamenti tanti lavoratori precari (come ad esempio gli informatici o la maggior parte dei laureati italiani) hanno avuto una pausa dalla loro situazione di precarietà.
Ho visto gente organizzare vacanze e matrimoni poichè contavano su uno stipendio ´sicuro´ per i prossimi 3 mesi a venire. Evviva il blocco dei licenziamenti.

Eppure una soluzione semplice al miglioramento di tutta questa situazione TRAGICO/GROTTESCA del mondo del lavoro e che con un sol colpo potrebbe portare una svolta ´green´ decisiva A COSTO ZERO consentendo un GROSSO RIPARMIO di soldi pubblici sulla salute ci sarebbe, e si chiama ´INVESTIRE IN TECNOLOGIA´ e applicare il ´REMOTE WORKING´.
Questa soluzioni hanno permesso ad India Stati Uniti e Cina di crescere economicamente a forti ritmi.
Ma tutto ciò in Italia non avverrà mai e quindi presto falliremo.
L´unico modo per dare una svolta decisa e colmare il ritardo per applicare le due formule sopra descritte è solo una: 
IMPOSIZIONE COATTA.
Senza l´imposizione coatta non si potrà fare niente e l´Italia fallirà poichè dopo la pandemia e dopo il ritiro 
del blocco dei licenziamenti le imprese licenzieranno, i disoccupati non muoveranno più l´economia, le imprese 
non investiranno più, le banche avranno meno liquidità, la borsa andrà in flessione poichè ormai ha raggiunto il suo picco altalenante e la spirale negativa diventerà profonda e farà sprofondare tutto (visto che con il debito siamo pure messi malissimo).
Per bloccare il tutto si dovrebbe incentivare in maniera COATTA.
Gli investimenti in tecnologia devono essere incentivati. Se investi in tecnologia (assumi personale tecnico che ti può dare un valore aggiunto al tuo servizio, oppure se acquisti nuovi personal computer o software che ti possono aiutare ad aumentare la qualità, oppur in corsi di formazione per il personale, oppure per una linea dati ad alta velocità o progetti di vendita online ecc..ecc...) ti dò la possibilità di avere un rimborso parziale.
Se hai la possibilità di far lavorare in remoto un tuo dipendente, ti sgravio fiscalmente a seconda della percentuale di remoting.
Se è full remote ti sgravio il 30% delle tasse del dipendente e via via a scalare a seguito delle ore in più che il lavoratore  farà in presenza. Se fai lavorare in presenza il lavoratore ma stai prendendo lo sgravio poichè il lavoratore risulta in remote working (comportamento all´italiana) ti faccio chiudere l´azienda poichè la sanzione amministrativa è talmente elevata che fai prima a chiudere (oltre a farti rischiare il penale).
Se non vuoi far lavorare il lavoratore in remote working anche se ne hai la possibilità ed il lavoratore lo desidera, avrai un aggravvio fiscale del 30% che dovà andare sulla busta paga del lavoratore.
Al posto di abbassare le tasse crei queste condizioni.
Nel 2021 la situazione sul remote working in Italia è da paese dell´ ETA´ DELLA PIETRA. Prima della pandemia solo il 2,6% dei lavoratori erano in remote anche solo parziale. Abbiamo avuto un picco del 4% anni addietro ma noi siamo bravi a peggiorare quindi nel 2019 era il 2.6%. 
Nonostante la pandemia solo 8% dei datori di lavoro è favorevole ad una qualche forma di remote working mentre il 57% dei lavoratori è favorevole.
Tutti si riempono la bocca della parola remote working ma a selezionare 100 annunci in campo informatico dove il remote è possibile applicarlo quasi al 100% solo 3 annunci su 100 sono FULL REMOTE WORKING, quindi la realtà è che in questo paese non si muove niente nemmeno dovessero avvenire epidemie di lebbra colera peste e Covid tutte assieme.
Quindi per dare una svolta la si DEVE IMPORRE COATTIVAMENTE, un po´ come il blocco dei licenziamenti.
Questi soldi che escono con gli sgravi sono tutti soldi guadagnati poichè alcune patologie mediche si ridurranno drasticamente. La qualità della vita aumenta, meno stress, meno inquinamento, pure il tempo lavoro/famiglia
aumenta e le famiglie potrebbero aver voglia di aumentare il numero dei figli.
Questo causa un aumento della redditività del lavoro e della qualità che innesca una spirale positiva in tutto l´ambiente.
Se aumentano gli investimenti in tecnologia e ricerca i laureati tecnici possono probabilmente contare su uno stipendio
più decente e meno precario e magari rimangono in Italia a vivere, senza scappare all´estero. Sempre che non sia come adesso, che se un tecnico laureato con esperienza ti chiede uno stipendio normale, non lo si assume perchè costa troppo.......:(((((...nonostante l´urgenza o la necessità impellente..............IMPOSIZIONE COATTA.........per imporre una mentalità basata sulla meritocrazia attualmente INESISTENTE.